Il sistema pensionistico italiano è un tema complesso che interessa milioni di cittadini. Tra i modelli attivi, il **sistema misto** rappresenta una composizione di diverse modalità di calcolo della pensione, che include elementi sia del **sistema retributivo** che del **sistema contributivo**. In questo articolo, analizzeremo come funziona la pensione con il sistema misto, a chi si applica e chi ne beneficia realmente.
Cos’è il sistema pensionistico misto e a chi si applica?
Il **sistema misto** è un modello di pensionamento che combina elementi del **sistema retributivo** e del **sistema contributivo**. È stato introdotto in seguito alla **riforma Dini** nel 1995 e si applica a coloro che hanno iniziato a lavorare prima di quella data e che, quindi, possiedono una parte della loro carriera assoggettata a ciascuno dei due sistemi. In generale, chi ha un’**anzianità contributiva** maturata fino al 31 dicembre 1995 rientra nel **sistema retributivo**, mentre chi ha iniziato a lavorare dopo quella data è soggetto al **sistema contributivo**.
La doppia anima del calcolo: retributivo e contributivo
Nel **sistema misto**, la pensione è calcolata tenendo conto di due modalità di calcolo: quella **retributiva** e quella **contributiva**. La parte retributiva si basa sulle ultime retribuzioni percepite, mentre il calcolo della parte contributiva è costruito sul **montante contributivo** accumulato dal lavoratore. Ciò significa che il pensionamento finale rappresenterà una combinazione di entrambe le forme di calcolo.
- Sistema retributivo: Basato sulle ultime 5 annualità di stipendio, calcolando una percentuale di esse.
- Sistema contributivo: Calcolato sul totale dei contributi versati, applicando un coefficiente di trasformazione in base all’età del pensionamento.
Come si calcola la pensione con il sistema misto: un esempio pratico
Per comprendere meglio il **calcolo pensione sistema misto**, prendiamo un esempio pratico. Supponiamo che un lavoratore abbia accumulato un’**anzianità contributiva** di 30 anni, di cui 20 sotto il **sistema retributivo** e 10 sotto il **sistema contributivo**. Se la sua ultima retribuzione annuale è di 30.000 euro, il calcolo per la parte retributiva sarà:
- 30.000 euro x 20% (percentuale di sostituzione) = 6.000 euro di pensione retributiva.
Per la parte contributiva, supponiamo che abbia versato contributi per un totale di 120.000 euro e che il coefficiente di trasformazione per il suo età pensionabile sia dell’8%. Il calcolo sarà:
- 120.000 euro x 8% = 9.600 euro di pensione contributiva.
Quindi, la pensione totale sarà di 15.600 euro all’anno (6.000 euro + 9.600 euro).
I fattori che determinano l’importo della pensione
Diversi fattori influenzano l’importo finale dell’**assegno pensionistico** per i lavoratori con **sistema misto**. Tra i più rilevanti ci sono:
- Età pensionabile: Influisce sul calcolo della parte contributiva.
- Ultima retribuzione: Fondamentale per il calcolo del sistema retributivo.
- Contributi versati: Maggiore è il montante, più alta sarà la pensione.
- Durata della carriera lavorativa: L’**anzianità contributiva** influisce sia nel sistema retributivo che in quello contributivo.
Chi guadagna di più con il sistema misto: profili a confronto
La **pensione mista** è vantaggiosa per diversi profili professionali. In particolare, coloro che hanno una carriera caratterizzata da alti stipendi nella parte finale della vita lavorativa tendono a ricevere pensioni più elevate dal **sistema retributivo**. Al contrario, i lavoratori con contributi versati per molto tempo ma con retribuzioni più basse potrebbero trarre maggiore vantaggio dal **sistema contributivo**.
In generale, i profili che possono guadagnare di più con il **sistema misto** includono:
- Lavoratori con alti stipendi negli ultimi anni di carriera.
- Professionisti con una lunga anzianità di servizio nel pubblico impiego.
Pro e contro del sistema misto: cosa aspettarsi per il futuro
Il **sistema misto** presenta vantaggi e svantaggi. Tra i vantaggi si segnala:
- Flessibilità: Permette di sfruttare due modalità di calcolo, il che può ridurre i rischi di una svalutazione della pensione.
- Possibilità di ottenere un assegno più alto: Grazie alla combinazione di due sistemi.
Tuttavia, ci sono anche svantaggi da considerare:
- Complessità: Il calcolo della pensione è più difficile da comprendere.
- Incertezza: Il futuro dei pensionamenti è sempre più soggetto a riforme.
In conclusione, la **pensione mista** può risultare vantaggiosa per diverse categorie di lavoratori, ma è importante analizzare attentamente le proprie esigenze e il proprio percorso lavorativo per capire se questo modello di pensionamento si adatta meglio alle proprie aspettative. La pianificazione previdenziale si rivela dunque essenziale per garantire un futuro sereno e sostenibile.








